Ci sono scarpe da calcio che nascono per seguire il calcio del momento. E poi ce ne sono alcune che, in qualche modo, raccontano il calcio anche quando il momento è passato.
Pantofola d’Oro appartiene decisamente alla seconda categoria.
Il nome è già una dichiarazione d’intenti, ma dietro quel nome c'è una storia molto più interessante di quanto potrebbe sembrare. Una storia italiana, nata ad Ascoli Piceno, passata dai campi di calcio di provincia ai piedi di alcuni dei più grandi giocatori del mondo e arrivata fino a oggi senza rinunciare a una parola che, nel mondo delle calzature sportive, è diventata sempre più rara: artigianalità.
E forse è proprio questo il motivo per cui parlare oggi di Pantofola d’Oro non significa soltanto parlare di uno scarpino da calcio.
Significa parlare di un certo modo di intendere il calcio.
Per capire il brand bisogna tornare indietro.
Prima delle grandi multinazionali, prima delle campagne pubblicitarie globali, prima che gli scarpini diventassero oggetti tecnologici da presentare come se fossero automobili da Formula 1, c'erano i calzolai.
A metà del Novecento Emidio Lazzarini lavorava nella bottega di famiglia ad Ascoli Piceno e praticava sport. Le calzature utilizzate durante gli incontri erano tutt'altro che comode. Così decise di costruirsele da solo, cercando una soluzione più morbida e confortevole.
Da lì arrivò il calcio.
Lazzarini iniziò a realizzare calzature per i giocatori della squadra locale e quella che sembrava una soluzione artigianale nata quasi per necessità cominciò a diventare qualcosa di molto più grande. La fama degli scarpini arrivò fino ai professionisti e, negli anni successivi, Pantofola d’Oro entrò nella storia del calcio italiano e internazionale.
Il bello è che l'idea originale non era complicata.
Fare una scarpa che fosse piacevole da indossare.
Sembra poco. In realtà, per uno scarpino da calcio, è moltissimo.
Il calcio ha sempre avuto i suoi oggetti simbolo.
La maglia. Il pallone. I calzettoni. E naturalmente gli scarpini.
Ma nel caso di Pantofola d’Oro c'è qualcosa di particolare: il marchio è diventato riconoscibile anche attraverso i calciatori che lo hanno scelto.
John Charles fu uno dei primi nomi a legare definitivamente il brand alla grande storia del calcio. Poi arrivarono campioni come Garrincha, Puskás, Rivera, Mazzola, Riva, Cruijff, Van Basten, Mancini e molti altri. La stessa Pantofola d’Oro racconta questa lunga galleria di campioni nella propria Hall of Fame.
E qui succede qualcosa di curioso.
Quando guardiamo oggi uno scarpino moderno, tendiamo a chiederci quanti grammi pesa, quale tecnologia utilizza, quale sistema di chiusura ha o quale giocatore lo indossa.
Con Pantofola d’Oro viene spontaneo chiedersi anche un'altra cosa:
quanta storia c'è dentro quella scarpa?
Sarebbe facile raccontare Pantofola d’Oro come una marca del passato.
Sarebbe anche sbagliato.
Il fascino del brand non dipende soltanto dai campioni che l'hanno indossato o dalle fotografie in bianco e nero che fanno venire voglia di tornare a un calcio completamente diverso.
La vera peculiarità è che quella filosofia è ancora presente nel prodotto contemporaneo.
Pantofola d’Oro continua infatti a legare le proprie calzature alla lavorazione artigianale italiana e all'utilizzo di pellami selezionati. Il brand descrive i propri scarpini come prodotti tradizionali, leggeri e flessibili, realizzati attraverso una lavorazione che conserva il rapporto diretto con la pelle e con la costruzione artigianale.
È una scelta precisa.
In un mercato nel quale spesso la scarpa cerca di raccontarsi attraverso la tecnologia, Pantofola d’Oro continua a dare grande importanza a ciò che si sente quando il piede entra nello scarpino.
Ed è qui che il discorso diventa interessante anche per chi oggi sta semplicemente cercando un paio di scarpini da calcio.
Non tutti cercano la stessa cosa.
C'è chi vuole uno scarpino leggerissimo, chi cerca una calzata molto aderente, chi preferisce un modello tecnico e chi invece dà grande importanza al rapporto con il pallone e alla sensazione della pelle.
Pantofola d’Oro si inserisce proprio in quest'ultimo territorio.
Non prova necessariamente a urlare più forte degli altri marchi. Cerca piuttosto di farsi riconoscere attraverso una sensazione diversa.
E questo è anche il motivo per cui vale la pena provare gli scarpini Pantofola d’Oro prima di giudicarli soltanto da una fotografia.
Perché una scarpa costruita intorno alla pelle, alla calzata e alla tradizione artigianale va capita soprattutto al piede.
Pensiamo a quanto è cambiato il calcio dagli anni Cinquanta a oggi.
Sono cambiate le superfici, la preparazione atletica, la velocità di gioco, i materiali, gli allenamenti e perfino il modo in cui guardiamo le partite.
Eppure ci sono alcune esigenze che sono rimaste esattamente dove erano.
Avere una scarpa che calzi bene. Sentire il pallone.
Muoversi senza pensare continuamente a ciò che si ha ai piedi.
Avere la sensazione che lo scarpino sia una parte del gioco e non qualcosa che si deve semplicemente indossare.
È probabilmente qui che si trova il filo che unisce la Pantofola d’Oro di ieri a quella di oggi.
C'è poi un altro aspetto che merita attenzione.
In un settore dominato da marchi internazionali, Pantofola d’Oro rappresenta una storia italiana molto particolare: quella di un'azienda nata da una bottega e cresciuta mantenendo un legame forte con il mestiere del calzolaio.
È una storia che parte da Ascoli, attraversa generazioni di calciatori e arriva fino al presente senza cercare di cancellare ciò che è venuto prima.
Anzi, il passato diventa parte del prodotto.
Non come una semplice operazione nostalgia, ma come una specie di archivio dal quale continuare a prendere idee. La stessa azienda racconta infatti la propria evoluzione contemporanea come un dialogo fra calcio, artigianalità e lifestyle.
Ed è forse questo uno dei motivi per cui il marchio riesce a parlare anche a chi il calcio degli anni Sessanta o Settanta non lo ha mai visto dal vivo.
La storia di Pantofola d’Oro non si è fermata al calcio.
Il brand ha progressivamente portato la propria estetica anche nel mondo lifestyle, reinterpretando modelli e riferimenti provenienti dagli archivi storici per creare calzature da utilizzare anche fuori dal campo. La stessa evoluzione viene raccontata dal marchio come un incontro fra calcio e vita quotidiana.
Ed è una trasformazione interessante perché non snatura l'identità originale.
Anzi, la rende riconoscibile anche in un contesto completamente diverso.
È un po' come vedere una vecchia fotografia di una squadra e riconoscere immediatamente lo stile di quegli anni. Solo che, questa volta, quella memoria può entrare nella vita di tutti i giorni.
Per questo mese abbiamo scelto di dedicare particolare attenzione a Pantofola d’Oro.
Non soltanto perché è un marchio con una storia importante, ma perché rappresenta bene una parte del modo in cui Chiappini & Salza Sport interpreta il mondo del calcio: non solo attraverso i grandi nomi internazionali, ma anche attraverso quei marchi che hanno costruito la propria identità sul prodotto e sulla competenza.
Se vuoi conoscere meglio gli scarpini Pantofola d’Oro, puoi leggere anche il nostro approfondimento dedicato a questo modello e alla sua filosofia: scarpini Pantofola d’Oro.
E se invece stai cercando il tuo prossimo paio di scarpe per giocare, puoi consultare direttamente la nostra sezione calcio e calcetto, dove trovi la selezione dedicata al mondo del calcio.
A Roma, naturalmente, c'è anche la possibilità di venire in negozio, vedere i modelli disponibili e soprattutto provarli. Perché alcune scarpe si possono raccontare molto bene.
Altre, invece, bisogna semplicemente metterle ai piedi.
E forse Pantofola d’Oro appartiene proprio a questa seconda categoria.